“ROSSO FIORENTINO. ROSSO VIVO”

Posted ondicembre 20, 2014 
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L’appuntamento è un serrato confronto con la modernità (rivoluzionaria) di Giovan Battista di Jacopo, detto Rosso Fiorentino (1495 – 1540). Il suo capolavoro assoluto, La Deposizione dalla Croce, sarà al centro di un omaggio che coinvolgerà tutti i più prestigiosi spazi di Volterra. Grandi artisti del passato, del ‘900 e contemporanei saranno esposti negli spazi volterrani in sei allestimenti (Palazzo dei Priori, Pinacoteca Civica, Museo Etrusco Guarnacci, Battistero di San Giovanni, Teatro Romano, Ecomuseo dell’Alabastro), ognuno dei quali offrirà spunti e riflessioni su Rosso Fiorentino e La Deposizione.

Dipinta nel 1521 per la Cappella della Croce di Giorno presso la Chiesa di San Francesco a Volterra, questo quadro rappresenta un importante momento nella storia dell’arte italiana, quando pittori come il Rosso cercarono di elaborare un nuovo canone pittorico che andasse oltre a quanto era stato raggiunto con il Rinascimento. L’impressionante modernità dell’opera, ne fa indiscutibilmente un capolavoro dell’arte italiana. Il pittore realizza una figurazione naturalistica e contemporaneamente astratta, adattando la luce a quella dell’ambiente per cui era progettato e agli affreschi che lo decoravano.

Fino al 31 Dicembre 2015
Vari spazi espositivi – Volterra (Pisa)
Per informazioni e sedi della mostra: www.rossofiorentinovolterra.it

DISGELO USA-CUBA

Posted ondicembre 18, 2014 
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Mentre l’America sta ancora metabolizzando l’annuncio clamoroso di una normalizzazione delle relazioni diplomatiche con Cuba, i media americani, dal “New York Times” a “Time magazine”, in edicola in queste ore, sottolineano – come il resto della stampa mondiale – il ruolo attivo e fondamentale di Papa Francesco e della diplomazia vaticana nelle fitte trattative dell’ultimo anno e mezzo. “Sua Santità – ha detto ieri Barack Obama nello storico discorso alla nazione – ha fatto un appello personale a me e al presidente cubano Raul Castro invitandoci con urgenza a risolvere da un lato il caso di Alan Gross”, il contractor americano per cinque anni in prigione a Cuba, “e dall’altro quello di tre agenti cubani in carcere da quindici anni negli Stati Uniti”. Grazie al diretto impegno del Pontefice si è così giunti a una storica svolta dopo 55 anni di tensioni. Le nuove misure concordate da Stati Uniti e Cuba prevedono, oltre allo scambio di prigionieri, l’apertura di rappresentanze diplomatiche e l’abolizione di restrizioni sui viaggi da e verso l’isola. Capolinea di questo iter sarà la fine dell’embargo, per la quale però sarà necessario il via libera del Congresso Usa.

Papa Francesco ha espresso il suo “vivo compiacimento per la storica decisione” di Stati Uniti e Cuba, annunciata ieri, di stabilire relazioni diplomatiche interrotte dal 1961. Nel corso degli ultimi mesi, il Pontefice ha scritto ai due presidenti Raúl Castro e Barack Obama, “per invitarli a risolvere questioni umanitarie d’interesse comune, tra le quali la situazione di alcuni detenuti, al fine di avviare una nuova fase nei rapporti tra le due Parti”. “La Santa Sede – rileva un comunicato della Segreteria di Stato – accogliendo in Vaticano, nello scorso mese di ottobre, le Delegazioni dei due Paesi, ha inteso offrire i suoi buoni offici per favorire un dialogo costruttivo su temi delicati, dal quale sono scaturite soluzioni soddisfacenti per entrambe le Parti. La Santa Sede continuerà ad assicurare il proprio appoggio alle iniziative che le due Nazioni intraprenderanno per incrementare le relazioni bilaterali e favorire il benessere dei rispettivi cittadini”.

Di questa svolta diplomatica Papa Francesco ha parlato stamattina a un gruppo di ambasciatori presso la Santa Sede. Il Pontefice si è riferito proprio al lavoro della diplomazia. Queste le sue parole:

“Il lavoro dell’ambasciatore è un lavoro di piccoli passi, di piccole cose, ma che finiscono sempre per fare la pace, avvicinare i cuori dei popoli, seminare fratellanza fra i popoli. E questo è il vostro lavoro, ma con piccole cose, piccoline. E oggi tutti siamo contenti, perché abbiamo visto come due popoli, che erano allontanati da tanti anni, ieri hanno fatto un passo di avvicinamento. Ecco, questo è stato portato avanti da ambasciatori, dalla diplomazia. E’ un lavoro nobile il vostro, tanto nobile”.

Il discorso era rivolto agli ambasciatori di Mongolia, Bahamas, Dominica, Tanzania, Danimarca, Malaysia, Rwanda, Finlandia, Nuova Zelanda, Mali, Togo, Bangladesh e Qatar. Il Papa li ha salutati con un “caldo benvenuto”, augurando a tutti “un lavoro fruttuoso, un lavoro fecondo”.

 

 

LOGO PER FIRENZE 2015

Posted ondicembre 15, 2014 
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La parola ai vincitori (Zeno Pacciani, Andrea Tasso e Francesco Minari): dall’umano espresso con la scritta a mano in stampatello ai cinque colori delle frecce come quelli del calendario liturgico. E poi “il simbolo più forte è quello della Croce, posta sulla sommità del Logo… La forma curva delle frecce evoca inoltre la cupola del Brunelleschi, che per noi fiorentini è il simbolo stesso della Chiesa”.

Zeno sei anni fa faceva l’architetto e il designer di mobili, Andrea per dieci anni ha fatto il “freelance” in una agenzia di sviluppo software, Francesco era un “account” in una grossa agenzia commerciale. Da settembre, hanno dato vita a Firenze ad una “farm” creativa, “Borgoognissantitre”: ora Zeno fa il grafico, Andrea si occupa di “crossmedialità” sul web e Francesco pensa ai rapporti con i clienti. Sono Zeno PaccianiAndrea Tasso Francesco Minari - il più giovane 37, il più vecchio 41 anni – i vincitori del concorso per il simbolo del Convegno ecclesiale di Firenze 2015. Hanno sbaragliato con il loro Logo oltre 200 concorrenti, sottoponendosi – per la prima volta nella storia di un Cen – al giudizio dei “like” degli internauti. Partendo – ci racconta Zeno Pacciani – da un’idea semplice, e dalla convinzione che “insieme è meglio”. “Ci interessava partecipare”, spiega Zeno: “Aver vinto un premio per un evento così importante, per la città di Firenze e per la Chiesa, da fiorentini ci riempie di orgoglio”.
Com’è nata l’idea di partecipare al concorso?
“Per caso. Avevamo saputo che c’era il bando, e abbiamo deciso di partecipare. La nostra agenzia creativa, che a gennaio diventerà anche formalmente una società, era appena nata: abbiamo cominciato a settembre, e quella del concorso poteva essere una opportunità, visto che tutti e tre a vari livelli ci occupiamo di comunicazione. Come succede a volte nella vita, proprio partendo dal caso abbiamo cominciato a pensare a qualcosa, che piano piano ha preso forma. L’idea del Logo è nata da diversi incontri tra di noi: ci siamo confrontati su quello che era il tema del Convegno, prendendo come spunto dalle Linee-guida, molto dettagliate, elaborate dal Comitato preparatorio. Poi ciascuno di noi ha fatto alcuni schizzi, circa una ventina in totale, e da ognuno di essi abbiamo preso alcuni elementi sulla base dei quali abbiamo fatto una sintesi, che è poi diventata il nostro Logo finale. Lo definirei un’opera corale, che mette insieme tutte le parole che sono state suggerite dal Comitato come pista di lavoro”.
Qual è stata la vostra idea di forza?
“L’idea che abbiamo scelto di utilizzare come tema di fondo è stata la semplicità. Il nostro ha voluto essere un tentativo di fornire una rappresentazione della Chiesa contemporanea e presente: la Chiesa di Papa Francesco, che va verso le periferie del mondo. È stata questa, per così dire, la cornice del nostro quadro”.
In che modo le cinque parole-chiave – “Umano, Chiesa, Gesù Cristo, Partecipazione, Firenze” – sono state rappresentate nel vostro Logo?
“Per sottolineare la centralità della parola ‘umano’ abbiano utilizzato prima di tutto un tipo di carattere che ricorda la scritta a mano in stampatello, e abbiamo dato a tutta la grafica i tratti di un disegno fatto a mano libera. L’uso delle cinque frecce – che sono dirette verso l’esterno, più che in basso – vuole indicare un cammino, un percorso di Chiesa che è poi il Convegno stesso: l’idea è quella di una Chiesa estroversa verso il mondo, sul modello della ‘Chiesa in uscita’ auspicata da Papa Francesco. I cinque colori delle frecce sono i cinque colori del calendario liturgico. Il simbolo più forte è quello della Croce, posta sulla sommità del Logo, ma alla quale conducono le due frecce rivolte verso l’alto: il loro movimento indica la ricerca di Gesù Cristo, del sacro, di un senso che vada oltre il livello della vita terrena. La forma curva delle frecce evoca inoltre la cupola del Brunelleschi, che per noi fiorentini è il simbolo stesso della Chiesa, e in questo caso del Convegno di Firenze”.
Il Cen di Firenze è il primo Convegno ecclesiale nazionale “social” nella storia della Chiesa italiana: qual è il clima di attesa che si vive a Firenze?
“In genere gli eventi in città sono vissuti come una sorta di ‘maledizione’ a Firenze, perché bloccano tutto. Non siamo come Roma, dove gli abitanti sono abituati ad una manifestazione al giorno… Spero che il prossimo Convegno ecclesiale, sia per la Chiesa italiana che per i fiorentini, possa essere un momento di spinta e di avvicinamento ad una Chiesa che sta tentando, con Papa Francesco, di aprirsi sempre di più, in tutte le direzioni, cercando di avvicinarsi all’uomo senza aggettivi e senza distinzioni”.
Il Logo che ha vinto per Firenze 2015 è un Logo fatto da giovani professionisti: quale messaggio vi sentite di inviare ai giovani?
“Che da soli non si arriva da nessuna parte: essere insieme è un valore, è la prima vittoria. Per noi è anche una passione da condividere, e quindi vogliamo contagiare tutti. Lavorare in squadra permette di essere più creativi: nel confronto emerge sempre il meglio di ognuno, sia per le competenze che si acquisiscono nel rapporto con l’altro, sia per la possibilità di completarsi a vicenda. Per quanto ci riguarda… direi che è stato un buon matrimonio”.

M.Michela Nicolais

“VERSO IL NATALE SENZA STRESS”

Posted ondicembre 11, 2014 
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Il Natale è la festività più amata ma anche la più stressante! Quante volte ci capita di lamentarci per le mille incombenze che riserva? Ansia da regali, spese da fare, lucine, un clima superficiale che ci allontana dal cuore vero del Natale: Dio si fa uomo in Gesù, che nasce per noi. Ecco allora un agile libretto da portare con sé per tutto il tempo di avvento. Ogni giorno un pensiero e una meditazione genuina aiutano a ritrovare l’interiorità smarrita, a camminare verso l’incontro con Cristo che nasce, a vivere il tempo natalizio senza stress.

Titolo: Verso il Natale senza stress – Pensieri per ogni giorno
Autore: Bertazzo Antonio
Editore: Edizioni Messaggero
Pagine: 96
Data: ottobre 2014
Prezzo: 8 €

“RAFFAELLO. LA MADONNA ESTERHAZY”

Posted ondicembre 7, 2014 
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Il Comune di Milano rinnova anche quest’anno l’appuntamento con i capolavori d’arte per offrire alla città, durante le feste di Natale, un incontro speciale con la bellezza. Infatti, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, verrà ospitata la Madonna Esterházy di Raffaello, splendida opera del genio del Rinascimento proveniente dal Museo delle Belle Arti di Budapest (Szépm vészeti Múzeum).

Il dipinto, raffinatissimo e solare, raffigura la Madonna col Bambino e san Giovannino e segna esattamente la conclusione del fondamentale periodo trascorso da Raffaello a Firenze, prima di essere chiamato a Roma da Papa Giulio II. La composizione di quest’opera si ispira in modo esplicito a Leonardo, conosciuto e attentamente studiato da Raffaello, che porta con sé la tavola nel trasferimento a Roma, luogo dove aggiunge, sullo sfondo, i ruderi del Foro Romano, dipinti con precisione topografica, a riprova di una conoscenza diretta e di una serena e convinta “immersione” nella classicità.

Fino all’11 Gennaio 2015
Palazzo Marino, p.zza della Scala 2 – Milano
Orario: tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 20.00; giovedì dalle ore 9.30 alle 22.30
Per informazioni: www.comune.milano.it/dseserver/raffaello/index.html

CARDINALE BAGNASCO: “GESÙ DONO DI DIO”

Posted ondicembre 4, 2014 
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Si intitola “La speranza che non delude: Gesù dono di Dio” la lettera di Natale che anche quest‘anno il cardinale Anglo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha indirizzato “a tutti i bambini e alle bambine del catechismo”. “Siamo tutti discepoli di Gesù – ha scritto il cardinale – chiamati ad accompagnare i pastori e i magi all‘incontro con Lui, il Figlio di Dio fatto uomo. Egli nasce a Betlemme e noi possiamo andare ad adorarlo per ricevere la vera pace”. È un cammino che ci permette “di vivere in profondità la gioia del Natale” e il Natale è la nostra salvezza perché “viviamo la comunione don Dio e i fratelli”. Il cammino che dobbiamo fare però non è facile perché per scoprire Gesù “occorre avere il coraggio di metterci ‘insieme‘, di uscire dalle nostre case”. Egli è “vivo e presente nel sacramento dell‘Eucaristia, della Riconciliazione, della Confermazione che ci rende veri testimoni e coraggiosi annunciatori del Vangelo, e nei fratelli e nelle sorelle che incontriamo sul nostro cammino che hanno bisogno del nostro aiuto”. Gesù, ha aggiunto il cardinale, “ci conduce a vivere le comunione con il Padre e ci rende partecipi del dono dello Spirito Santo per essere una chiesa unita nell‘Amore”.

Quest‘anno la lettera di Natale è incentrata sulla figura di San Francesco che ha inventato il presepe “per ricordarci che Gesù è nato nella semplicità, nella povertà e nell‘umiltà”. “Se anche voi costruirete un presepe nella vostra casa, anche piccolo, avrete trasformato la vostra casa in una piccola Betlemme dove preparare il posto a Gesù”. I pastori, si legge nel testo, “sono molto importanti perché sono i più poveri” ed “i primi che arrivano alla grotta per incontrare Gesù”. Essi sono “ritratti in diversi momenti della loro giornata e sono collocati nei diversi sentieri che portano alla grotta come per dire che tutte le strade portano a Gesù anche le più diverse, quelle facili come quelle difficili”. Da qui l‘esortazione a seguire “il loro esempio e manteniamo anche noi vivo l‘incontro con Gesù nonostante le nostre strade non siamo sempre facili”. La conclusione del cardinale Bagnasco è questa: “Seguendo l‘esperienza di San Francesco, celebriamo tutti insieme l‘Eucaristia davanti alla grotta, ciascuno nella nostra parrocchia, insieme alle mamme e ai papà, ai nostri amici, con i nostri parroci e i nostri catechisti. Sarà una festa per tutti, vivremo la pace e saremo contagiosi come San Francesco”. Della lettera ne sono state stampate 20.000 copie che sono in distribuzione in questi giorni alle parrocchie per i bambini del catechismo.

PAPA IN TURCHIA: LA COMUNITÀ CATTOLICA, “GRAZIE FRANCESCO”

Posted ondicembre 2, 2014 
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All’indomani del viaggio di Papa Francesco in Turchia, la Conferenza episcopale di Turchia vuole ringraziare il Santo Padre a nome di tutta la comunità locale per “il conforto e i benefici che la visita ha e sta recando a tutto il Paese”. “Grazie, Papa Francesco – si legge in una nota diffusa oggi – per il dono della Sua Visita in Turchia dove ha potuto incontrare non solo un popolo laborioso e generoso, ma anche una comunità cristiana viva. Benché la comunità cattolica locale sia una minoranza, sa di appartenere a una realtà più grande che le dà coraggio, forza e speranza nell’affrontare le quotidiane difficoltà della testimonianza cristiana. Grazie, Santo Padre, per la Sua testimonianza nell’indicarci la via del dialogo, con le altre comunità cristiane presenti nel Paese e, in particolar modo, con i nostri fratelli musulmani. I cattolici di Turchia fanno proprio il Suo invito ad approfondire e favorire la conoscenza reciproca con tutte le comunità religiose presenti nel Paese e a valorizzare quanto ci accomuna. Grazie, Papa Francesco, per l’averci ricordato che la vera Pace non può che essere fondata sul rispetto dei diritti fondamentali e dei doveri legati alla dignità dell’uomo. Facciamo nostro, Santo Padre, l’invito a essere protagonisti di quel dialogo interreligioso e interculturale all’interno della nostra nazione per favorire quella solidarietà tra i credenti alla base di una sana coesione sociale”.

FESTIVAL BIBLICO 2015 SU “CUSTODIRE IL CREATO, COLTIVARE L’UMANO”

Posted onnovembre 29, 2014 
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La ricerca del giusto equilibrio dell’uomo con il mondo indagata non solo come tematica ecologica, ma anche e soprattutto come paradigma in grado di schiudere inediti orizzonti di carattere antropologico e di rintracciare l’autentico messaggio del testo biblico”. È la sfida che il Festival biblico, promosso dalla diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo, lancia per l’edizione 2015 scegliendo il tema “Custodire il creato, coltivare l’umano”. L’XI edizione dell’evento si svolgerà dal 21 maggio al 2 giugno a Vicenza, Verona, Padova e Rovigo, ma anche quest’anno si potrebbe espandere ad altre città.

La scelta del tema 2015 si inserisce nell’ambito del dialogo globale che apriranno l’Expo milanese e il convegno della Chiesa italiana a Firenze. Grande attenzione sarà riservata anche alla “custodia dell’altro”. Cinque i percorsi proposti con un capitolo tematico del tutto inedito: “Scienza e fede. Parola in dialogo”, in cui si parlerà anche di infinitamente piccolo, genetica, astrofisica, neuroscienze. Esegesi, teologia e percorsi biblici; uomo e società; gesti, immagini, suoni della Terra; luoghi che raccontano sono i temi degli altri quattro percorsi.

Per informazioni: www.festivalbiblico.it

UN LIBRO DI BERGOGLIO SULLA “FORZA DEL PRESEPE”

Posted onnovembre 28, 2014 
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“Carità”, “fortezza”, “bontà”, “martirio”, “silenzio”. Sono queste, e altre, le parole che Jorge Mario Bergoglio mette al centro delle sue riflessioni nel libro – inedito in italiano – “La forza del presepe. Parole sul Natale”, edito dalla Emi (Editoria missionaria italiana). Il testo, pubblicato in Argentina nel 1987, presenta alcune meditazioni dell’allora padre Jorge Mario Bergoglio sullo spirito del Natale e sulle sue implicazioni. “Nel contemplare il presepe la grazia più ovvia che ci verrà donata sarà la voglia di essere buoni”, scrive il Papa: “Gesù ci insegna una strada per essere buoni: lasciarci compenetrare dall’insondabile mistero della Bontà del Padre”. Attingendo alla spiritualità di Sant’Ignazio di Antiochia, Bergoglio insiste sulla necessaria “vigilanza” per cogliere la venuta di Dio nella vita di ciascuno, il “vero” Natale che ci incontra ogni giorno: “I cristiani si dividono in due categorie: quelli restano saldi e quelli che non restano saldi”. Il Natale richiama ogni cristiano, sostiene Bergoglio, ad una scelta decisiva: “Pensando alla nostra fortezza e alla nostra debolezza, potremo chiedere la grazia di non riporre la debolezza in cose artificiali che, alla lunga, ci arricchiscono secondo il mondo; e di non riporre la forza lontano dai piani di Dio”. Il testo di Bergoglio si avvale di una prefazione di padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”.

“IL FILO E LA RETE”, PER CONTRASTARE IDEOLOGIA “GENDER”

Posted onnovembre 26, 2014 
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È on line (su www.forumfamiglie.org) il numero zero di “Il filo e la rete”, il foglio di collegamento con cui il Forum nazionale delle associazioni familiari “intende porsi a servizio e sostenere il lavoro educativo di tanti genitori, famiglie, docenti, in tema di affettività e di sessualità”, spiega il presidente, Francesco Belletti, nell’editoriale. La prima sfida da raccogliere, osserva, è quella della “teoria del gender”, secondo cui l’essere uomo o donna è solo “il frutto di una nostra scelta, mutevole perché basata su emozioni ed esperienze”. “La famiglia non risponde a questa logica”, ammonisce Belletti: “Si fonda su una relazione d’amore fra un uomo e una donna, resi capaci di generare dalla biologia e dall’amore. La parola chiave della famiglia è dono, non diritto. Per vivere bene la famiglia le persone vivono le relazioni come un servizio all’altro, non come una pretesa sull’altro”. “Ognuno di noi ha in mano il suo capo di filo, da intrecciare con i capi degli altri in una rete, per rappresentare con forza la realtà, anche quando la si vuole mistificare”, la proposta del Forum, che vuole “sostenere” tutti coloro che, “rendendosi conto delle insidie nascoste nell’ideologia gender, vogliono alzare la loro voce per rivendicare la propria responsabilità e libertà educativa”.

 

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